Sento il piacevole dovere di ringraziare le decine di migliaia di persone (oltre 80.000 secondo gli organizzatori, più di 55.000 secondo le forze dell’ordine) che, sfidando coraggiosamente l’inclemenza del tempo, hanno partecipato alla storica manifestazione di Roma.
Chi ha preso parte a questo grande evento ha potuto constatare quale fosse lo spirito che accomunava tutti i manifestanti, consapevoli di essere protagonisti dell’inizio di un cambiamento epocale nel modo di difendere e promuovere la caccia e la nostra cultura rurale.
Devo ammettere che ho avuto attimi di commozione nel sentire il modo in cui tante persone mi stringevano le mani, ringraziandoci per tutto quello che stavamo facendo per loro.
Mani ruvide di gente anziana con gli occhi impreziositi da mille ricordi, mani esili di ragazze e donne piene di entusiasmo, mani forti di giovani pieni di speranza.
Pensate bene: erano loro che ringraziavano noi, non immaginando di quanta gratitudine era pervaso il mio cuore nel vederli lì, sotto la pioggia, pronti a combattere assieme a noi per difendere i diritti di tutti, anche di quelli che se ne sono stati comodamente a casa o di quelli che hanno tentato invano di boicottare la manifestazione.
Notevole la rappresentanza dei cacciatori giunti dal Veneto ed in particolar modo dalla provincia di Vicenza.
Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta al Senato della Repubblica, dove è in discussione la proposta di modifica alla legge statale sulla caccia 157/92, dal Presidente del Gruppo del PDL Maurizio Gasparri che ha assicurato il massimo impegno del gruppo e della maggioranza per far approvare quanto prima le proposte di modifica alla 157/92 presentate in Parlamento.
L’on. Sergio Berlato, che è rimasto sotto la pioggia battente per tutta la giornata, distribuendo bandiere, infondendo coraggio, allineando gli striscioni ed ordinando i manifestanti, ha avuto modo di profetizzare nei giorni scorsi che dal 9 marzo 2010 niente sarebbe mai più rimasto come prima.
Adesso ne abbiamo tutti noi piena consapevolezza, adesso tutti noi sentiamo il peso di questa grande responsabilità.
Il mondo venatorio italiano e tutti i portatori della cultura rurale ci hanno affidato il compito di prendere in mano le redini della situazione e di utilizzare il Coordinamento nazionale per la difesa e la promozione della cultura rurale come arma vincente per ridare dignità a tutti coloro che si sentono portatori dei quei valori che, attraverso la cultura rurale, vengono tramandati di generazione in generazione.
Maria Cristina Caretta
Presidente nazionale CONFAVI